I nostri ricordi...

I nostri ricordi...

I nostri ricordi...

Maggio 2012

Ciao caro Nicola…

mi mancherai da matti: non posso credere di averti visto una settimana fa con quella splendida luce di vita negli occhi che mi hai trasmesso sempre …e oggi non vederti più. Non posso credere che tu ci abbia lasciati soli in questo mondo senza la tua passione di vivere e il desiderio di credere sempre in qualcosa di grande, di splendido, che ti viveva dentro come un fuoco naturale che pochi vedevano.

Non riesco a pensare a questo mondo senza uno dei suoi piccoli grandi uomini, senza le tue idee che arrivavano lontano ma colpivano dirette vicino al cuore. Ti ricordo allegro davanti ad un pranzo in cui si parlava di come far andare questa armeria, di come scegliere la via più giusta per agire senza far torti , senza rinunciare al valore di essere se stessi ma con la grinta di voler arrivare ai nostri sogni.

Quel ristorante non c’è più, ma i tuoi sogni, i miei, le tue parole, le tue risate e i tuoi sguardi,  la voglia di esserci fino in fondo, me l’hai regalata  e non la abbandonerò mai, contaci.

E sono sicuro che da qualche parte mi stai guardando e sorriderai alle mie parole: non finirò mai di ringraziarti, di dirti quanto hai contato anche se non te l’ho mai detto davvero, anche se le parole di un uomo sono sempre poche rispetto a quelle che andrebbero dette davvero.

Ti dedico l’ultima coppa , le prossime che verranno e tutte le vittorie che mi sarà possibile ottenere in questa vita , rispettando gli altri come facevi tu, accarezzando il mondo con un sorriso che non dimenticherò.

Sarai sempre parte di me, di questa armeria, delle mie azioni e pensieri. I guerrieri, quelli veri, non sono quelli dei film: sono quelli che ogni giorno vivono una vita con la gioia nel cuore, con i sentimenti più grandi, con la correttezza e la passione, con la bontà e la generosità che hanno sempre contraddistinto ogni momento della tua vita. E i guerrieri non muoiono mai: le mode vanno, i tempi cambiano ma quello che hai lasciato in questo mondo resterà lì, come una roccia scolpita dal vento ma eterna nella sua fermezza.

Ciao caro amico mio: troppo presto mi hai lasciato ma non ti dimenticherò mai

 

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Forse non lo sapete, ma era mio zio, anzi, no, non per l’anagrafe, ma  era questo e molto di più. Si chiamava Aristotele o per me  solo Rudy, e insieme a mio padre e ad Emanuele è stata una delle persone più care che ho perso in questa vita.

Quando ero alto così, mi ha insegnato cose divertenti, semplici, come riconoscere una pianta di liquirizia in mezzo a tante erbacce (a buon intenditor…); ad ammirare un tramonto e ad aspettare una nuova alba. Ma il ricordo più bello è il suo sorriso, sempre ammiccante, mai arrabbiato, sempre disponibile , mai incerto. E così ho portato con me questa voglia di sorridere : ho capito anche grazie a lui quanto sia mai importante riuscire a regarlarne invece che negarli. Mi ricordo che il suo sguardo ti prendeva in braccio ed il suo sorriso ti scriveva la giornata: divertente e allegra,  certo non pesante e triste.

E un giorno il mare che amava l’ha messo a dura prova: in una splendida giornata di sole un tuffo accaldato nell’acqua gelida gli ha portato anni di sofferenze e di lotta contro la malattia.

Pensate che abbia smesso di sorridere ? :-) no, neanche in questo modo il destino gli ha tolto la voglia di vivere. Quel coraggio che ho visto ogni giorno fino alla fine l’aveva sulle labbra , in fondo al cuore.

 Ci sono poche parole per descrivere il regalo che la vita gli ha fatto e che lui ha passato a me, a tanti altri insieme a me: quell’immensa voglia di vivere scritta nel profondo, dove ogni dolore non riesce ad arrivare mai.

Grazie, zio Rudy, per avermene lasciata un pò di quella voglia di vivere,  insieme a tante altre piccole  cose di ogni giorno che fanno di me quel che sono.

Te ne sei andato, ma oggi che scrivo, davanti al tuo mare, e domani, e per tutta la mia vita, come mio padre Antonio e come Emanuele, tu sarai con me.

Jack Reacher 

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Internet è uno strano modo per ricordare gli affetti, ma è pur sempre un modo per far si che restino eterni, duraturi, come la nostra vita o più. Il mio cane si chiamava Ares, e da tempo se ne è andato, portato via da alcuni malanni che questa vita ha creduto di fargli passare. Sapete ? è stato in fin di vita ben due volte e credevo che stavolta ce la facesse ancora, che vincesse nonostante tutto, nonostante l’età e gli acciacchi, e invece no. Ma è stato uno dei regali più belli che questa vita mi ha fatto: mi ha riempito il cuore ogni volta che chiedevo affetto e non mi ha mai chiesto niente più che una ciotola da mangiare, un posto caldo dove dormire. Lo porterei d’esempio a tante persone che non si accontentano mai di nulla , che sono pronte a tutto per una manciata di denaro in più…ma non capirebbero. Il mio cane era intelligente, loro no.

Mi ricordo di quella storiella, pubblicata in ogni “serio” ambulatorio veterinario che si rispetti :” un tizio preoccupato di andare in vacanza con il suo cane chiama l’albergo dove sarebbe dovuto andare chiedendo se era previsto che potessero andare anche i cani. Il responsabile gli risponde che , nella sua vita, non aveva mai sentito di cani che si fossero ubriacati distruggendo il locale, che avessero emesso assegni a vuoto truffando il prossimo, che avessero fumato e imbrattato le stanze dove avevano soggiornato, quindi, si, se il suo cane avesse garantito per lui, anche il padrone sarebbe potuto andare in albergo insieme al cane ” 

Forse fa sorridere solo un pò, ma a me fa pensare tanto e mi insegna quello che a volte sappiamo ma non vogliamo vedere.

Beh, non voglio raccontarvi di lui, solo io e pochi sappiamo quanto ha contato, quanto affetto ha dato e i vuoti d’amore che ha riempito. Voglio soltanto che il suo nome corra su internet come correva lui sui nostri prati……….

ciao Ares, ti vogliamo bene, fai un bel viaggio , l’hai meritato davvero

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